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IL REDENTORE

Festa del Redentore

Festa del Redentore di Venezia: fuochi d’artificio e tradizione

Data fissa nel calendario veneziano, la terza domenica del mese di Luglio si celebra la grande festa del Redentore di Venezia. Un evento imperdibile con finale “pirotecnico” vi aspetta nella laguna veneziana per celebrare una festa che vanta più di 400 anni di storia e tradizione.

Balli nei sontuosi palazzi del centro storico e festeggiamenti sull’acqua animano la città fino all’alba, coinvolgendo veneziani doc e turisti. Intorno alle 23.30 la festa si placa per 40 minuti in cui uno spettacolo di fuochi d’artificio illumina la superficie dell’acqua e le facciate degli edifici, in una magica cascata di luci e riflessi. 

Una grande festa la cui storia però affonda le radici in una terribile tragedia, una orribile pestilenza che colpì la città nella seconda metà del 1500.

La storia della festa del Redentore

Nel XVI secolo la città di Venezia viene colpita da una tremenda pestilenza che in due anni ne decimò la popolazione. Fra il 1575 e il 1577 morirono più di 50.00 persone. I malati venivano spostati nei luoghi di “contumacia”, come il Lazzaretto e il Lazzaretto Novo. I due luoghi di quarantena si riempirono subito, ed i contagiati venivano caricati nelle barche e lasciati al largo della laguna veneziana. 

La situazione diventò insostenibile e chiedere un intervento divino sembrava l’unico modo per scampare alla terribile epidemia. Il Doge fece così un voto, impegnandosi a far costruire una chiesa una volta terminata la pestilenza. Fortunatamente la piaga finì, lasciando però in vita solo un terzo della popolazione. 

Come fu promesso dal Doge, il 3 Maggio del 1577 venne posata la prima pietra della Chiesa del Santissimo Redentore sull’isola della Giudecca. Il progetto venne affidato ad Andrea Palladio, già architetto capo della Repubblica Veneta.  Dal 1578, ogni terza domenica del mese di Luglio viene allestito un ponte di 80 galee che collega l’Isola della Giudecca a Venezia, per consentire il transito alla processione di abitanti e fedeli che ringraziano per la fine della tremenda pestilenza.

Il Redentore oggi

Anche se le 80 barche sono state sostituite con un ponte fatto di zattere, la ricorrenza del Redentore di Venezia perdura nel tempo, e continua ancora oggi. Per i veneziani è un momento di grande festa che dura dal mattino fino alle prime luci dell’alba del giorno dopo. 

Tutti gli abitanti della città si radunano sulla riva della Giudecca e il Bacino di San Marco si riempie con una miriade di imbarcazioni agghindate a festa. A bordo i veneziani consumano i piatti della cucina tradizionale, come le sarde in saor, accompagnati da gran quantità di vino. Prima della mezzanotte la festa esplode in un magnifico spettacolo di fuochi d’artificio che illumina la superficie dell’acqua in una magia di luci e colori. Al terminare dei “fuochi” alcune barche attraversano il Canal Grande per far ritorno a casa, altre si dirigono al Lido di Venezia, per terminare i festeggiamenti aspettando l’alba sulla spiaggia. 

Il giorno successivo si svolgono la Regata del Redentore e la solenne funzione religiosa nella Chiesa del Santissimo Redentore all’Isola della Giudecca, in memoria della tragedia subita, seguita dalla processione lungo il ponte di zattere.

Venezia è letteralmente presa d’assalto durante questo weekend di festa, i prezzi degli alloggi possono aumentare molto e la disponibilità è limitatissima in quanto le prenotazioni vengono effettuate con largo anticipo, soprattutto dai turisti che arrivano dall’estero.

Soggiornare nella vicina Jesolo Lido è un’ottima soluzione per partecipare all’antica festa del Redentore senza troppo stress e godendo di ottimi collegamenti con la città di Venezia. 

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