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CURIOSITÀ DA JESOLO

Le news dal blog di Hotel Oasi Verde

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Sfilata Majorettes Onda Azzurra

Jesolo Lido

luglio-agosto 2018

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La stagione perfetta per gustare una prelibatezza tipicamente veneziana, le moèche, è la primavera (aprile e maggio) e l’autunno (ottobre e novembre).

Nella laguna di Venezia, habitat dei granchi, si approfitta di questo particolare momento di muta, durante il quale i granchi perdono il guscio e diventano molli. In questo momento vengono pescati e cucinati, in casa delle famiglie veneziane e nei ristoranti.

Le moèche sono un piatto tipico delle cucine lagunari. Burano, Pellestrina, Treporti, la Giudecca e Chioggia erano i luoghi dove le famiglie pescavano i granchi locali con apposite gabbie di legno, tenute in acqua, aspettando con pazienza il primo calore primaverile per gustare questo piatto prelibato.
Ma cosa sono le moèche?

La muta

Durante il periodo primaverile, nelle acque veneziane i granchi lagunari vanno in muta, cioè abbandonano il proprio carapace e la stagione invernale, annunciando l’arrivo dell’estate.

Le moèche non sono altro che questo, granchi in muta, nello spazio fra la perdita del guscio e il rigenerarsi di uno nuovo.

Spogliati del carapace la loro consistenza diventa tenera, molle, in dialetto veneziano viene indicata appunto come moèca. Il breve lasso di tempo in cui i granchi circolano nelle acque lagunari senza il carapace fa di questi crostacei una rarità, un prezioso prodotto del mare.

Il Leone Marciano in moèca

Il termine moèca è utilizzato anche per indicare uno dei modi in cui si rappresenta il simbolo di Venezia: il Leone alato di San Marco. Il Leone Marciano che emerge dalle acque viene detto anche “in moeca”, non solo per la posizione che assume, ma anche per il suo valore, una pepita, come questa particolare condizione biologica dei granchi senza guscio.

Si può sentire anche parlare di masanete, fra i gioielli della laguna. Queste sono ricercatissime nel mese di settembre, e si tratta delle femmine di granchio nel periodo riproduttivo, gonfie di uova. Prelibatissime.

La pesca delle moèche

Pescare le moeche è l’arte dei moecanti.

Data la breve durata del fenomeno di mutazione dei granchi, questa attività richiede una tecnica particolare, e un buon tempismo.

pesca delle moecheIn tutta la laguna, specialmente a Chioggia, a la Giudecca e a Burano, i pescatori utilizzano un metodo tradizionale per pescare le moèche, con reti di posta che garantiscono la salvaguardia dell’ecosistema marino.

Sui fondali bassi i moecanti calano in acqua la trezza, una rete le cui estremità si attaccano delle trappole cilindriche composte da una rete di metallo, chiamate nasse, che bloccano i granchi.

Una volta pescate, prima di scendere dalla barca, si procede alla cernita.

I granchi già maturi vengono ributtati in acqua, mentre quelli prossimi alla muta vengono riposti in sacchi di juta per mantenere l’umidità e portati negli impianti di lavorazione dove si effettua una delicata operazione di cernita, che rappresenta il punto critico del processo produttivo.

I moecanti esperti svuotano i sacchi sulle gorne, dei tavoli particolari, dove vengono selezionati i granchi in base al loro stadio biologico. I granchi boni in poco tempo diventeranno moèche. Per agevolare questo passaggio vengono immersi sul fondo della laguna in casse di legno particolari dette vièri, fino al completamento della muta.

Le moeche in cucina

moeche fritteUna volta pescate, le moèche sono pronte per essere cucinate.

Essendo un prodotto molto raro, in quanto reperibile solo per poche settimane all’anno, sono molto pregiate e ricercate.

Ma il modo più comune per gustarle non è una ricetta raffinata o complicata, bensì una tradizione antica e casalinga, tramandata dalle famiglie dei pescatori veneziani.

Diverse sono le varianti per la preparazione delle moèche, ma la ricetta originale prevede che queste piccole gemme del mare vengano impanate e fritte.

Per friggerle, il procedimento è molto semplice, ma non adatto ai deboli di cuore:

  • le moèche, ancora vive, vanno immerse in una terrina con uova sbattute, e lasciate finché non avranno bevuto il liquido.
  • Poi si infarinano, e si friggono in olio bollente. In poco tempo saranno bionde sotto e rosse sopra.
  • Vanno tamponate con un po’ di carta assorbente e spolverate con una presa di sale.

Le moèche vanno servite calde e croccanti, accompagnate da una polentina morbida, da gustare con un buon bicchiere di vino bianco.

Questo è un piatto tipico veneziano sicuramente da provare. Se ci si trova a Venezia nel periodo primaverile oppure quello autunnale, non si può dire di no ad un buon piatto di moeche fritte croccanti, per pranzo al ristorante, oppure in un tipico bacaro per uno sfizioso aperitivo.

A due passi da Venezia, Jesolo è il posto ideale per una vacanza con la tua famiglia, non solo durante i caldi mesi estivi.

Ti aspettiamo a Jesolo!

percorsi ciclabili a jesolo

Le escursioni in bicicletta a Jesolo: un’attività divertente per tutta la famiglia.

Che sia estate, primavera o autunno, una gita all’aria aperta in bicicletta è l’ideale per godersi una giornata di vacanza con qualcosa di diverso dal solito bagno in piscina o dalla passeggiata sul lungomare.

I numerosi percorsi ciclabili a Jesolo

Jesolo è percorsa da numerosi percorsi ciclabili, suddivisi in diversi tragitti che si differenziano per lunghezza e difficoltà.

Si tratta della Jesolo Ambient Bike, una guida all’altra faccia di Jesolo, lontana dal caos delle spiagge e immersa nel verde e tra i riflessi della laguna, speciale da godere nelle stagioni più miti.

Lungo le piste ciclabili di Jesolo saprete sempre dove vi trovate, infatti ogni percorso è indicato dalla segnaletica con il colore corrispondente.

Alcuni percorsi ciclabili sono molto comodi da intraprendere anche dal nostro hotel a Jesolo Pineta, ve ne indichiamo alcuni.

I percorsi ciclabili a Jesolo

Percorso Arancio: Terracqueo

Lido di Jesolo, Palazzo del Turismo – piazza Brescia
Difficoltà: impegnativo lungo l’argine
Lunghezza: 23,6 Km

Il Comune di Jesolo è determinato dai fiumi Sile e Piave. Questo percorso è sterrato e segue le rive di entrambi i fiumi. Seguendo l’argine sulla parte sinistra si passa vicino al Golf Club e agli allevamenti di cavalli da corsa, all’altezza di Piazza Mazzini.

Il tipo di paesaggio è sicuramente uno dei più classici dei percorsi ciclabili naturalistici jesolani.

Il momento dell’anno consigliato per questo percorso è la primavera o i pomeriggi estivi

Percorso Rosa: Riviera Piave

Cortellazzo
Difficoltà: impegnativo lungo l’argine sterrato
Lunghezza: 17 Km

Partenza da Cortellazzo, alla foce del Piave. Da qui si segue l’argine sinistro su un percorso sterrato, arrivando alla parte nord-ovest di Jesolo, quella maggiormente agricola. Il percorso è ombreggiato e più fresco, quindi adatto anche ai pomeriggi estivi. Il paesaggio è quello caratteristico e tranquillo della pianura veneta ricco di frutteti e vigneti.

Il periodo ideale per godere di questo percorso è la primavera oppure i pomeriggi estivi.

Percorso verde: Laguna di Venezia

Jesolo Paese, piazza 1° Maggio
Difficoltà: medio-facile
Lunghezza: 29 Km

Questo tratto ciclabile è decisamente panoramico. In zona Torre Caligo parte una via sterrata che si dipana all’interno della laguna veneziana fino al Lio Maggiore. Qui si possono osservare molte specie animali e vegetali. Consigliatissimo portare con se una macchina fotografica!

Per chi volesse cimentarsi in un percorso più impegnativo, in zona Santa Maria di Piave si incontra una porzione di sterrato lunga circa 8 km che collega il percorso verde a quello rosa.

Il momento ideale per questo percorso è il periodo primaverile o l’ora del tramonto.

Percorso blu: La campagna

Jesolo Paese, piazza 1° Maggio
Difficoltà: facile
Lunghezza: 23 Km

Partendo da Jesolo centro passando per Ca’ Fornera, ci si addentra nelle vaste campagne della zona nord-est della città.

Questo lungo tratto di ciclabile è il più tranquillo, adatto ad ogni tipo di bicicletta e anche ai più piccoli. Per chi sentisse l’esigenza di una gita più avventurosa, c’è una variante che collega questo tratto al percorso rosa.

Anche per questo tratto il periodo ideale è la primavera o i tardi pomeriggi estivi.

Percorso rosso: Bonifica

Lido di Jesolo, Palazzo del Turismo piazza Brescia
Difficoltà: facile
Lunghezza: 21,4 Km

Si parte da Piazza Brescia per arrivare a Jesolo centro attraverso un lungo ed alberato viale ciclabile. Da qui il percorso si muove fra zone tranquille e panoramiche e piccoli centri urbani. Accompagnati dal verde si scoprono le vie del Villaggio Pineta e della zona dei Muri d’Arte. A Jesolo centro il percorso si connette con quello blu, e a Cortellazzo con quello rosa.

Il periodo consigliato per il percorso rosso è la stagione primaverile o le mattine estive.

Percorso giallo: Urbano

Lido di Jesolo, Palazzo del Turismo piazza Brescia
Difficoltà: molto facile
Lunghezza: 27 Km

Il percorso giallo attraversa l’intera città di Jesolo Lido. Dal Faro passando per piazza Aurora, piazza Mazzini e piazza Brescia, proseguendo fino a Cortellazzo attraversando l’ultimo tratto della Pineta di Jesolo.

Sicuramente la via principale che attraversa Jesolo Lido si anima d’estate, con shopping, musica e colori. Per questo è sicuramente consigliato percorrerla le mattine o le serate estive, evitando magari il sabato e la domenica, molto più trafficate.
Questo percorso si collega a quello giallo in piazza Nember.

Le mappe scaricabili dei singoli percorsi le potete trovare direttamente nel sito di Jesolo Ambient Bike

Hotel Oasi Verde concede ai suoi ospiti l’utilizzo gratuito delle biciclette per chi volesse fare una gita nella Pineta o avventurarsi alla scoperta delle bellezze del Lido di Jesolo e dei suoi dintorni.

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