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Le maschere del carnevale veneziano

Le Maschere del Carnevale Veneziano affondano le loro origini nella commedia teatrale.

L’etimologia della parola maschera infatti, ci riporta al vocabolo arabo maschara, che significa buffonata, burla.

Gli attori teatrali erano soliti indossare un volto artificiale appunto, in modo da enfatizzare le caratteristiche fisiche o caratteriali di un certo personaggio. 

Con la festa del Carnevale, il cui significato era la liberazione e la sovversione dei ruoli costituiti, la maschera diventava l’accessorio chiave: chi la indossava poteva celare la propria identità, e diventare un nuovo misterioso individuo. Sesso, classe sociale ed ogni diversità scomparivano magicamente quasi come sotto un incantesimo, consentendo a tutti i veneziani di partecipare ai goliardici festeggiamenti in un intrigante anonimato.

La storia delle Maschere

Fin dalle origini del teatro, la maschera, era parte integrante del costume di un attore. Ne celava il viso e camuffava la voce, mettendo in risalto determinate caratteristiche del personaggio che interpretava.

Con il passare del tempo la tecnica di realizzazione delle maschere migliorò moltissimo. Ad Atene, nel periodo del poeta tragico Eschilo, ci fu un grande evoluzione: quelle che allora erano delle semplici facce artificiali, dai lineamenti rozzi e grossolani, diventarono delle riproduzioni più dettagliate del volto umano, con colori e tridimensionalità.

Dal 1271 abbiamo notizia di varie scuole e tecniche precise per la realizzazione delle maschere. Dopo la fabbricazione dei modelli, fatti di argilla, cartapesta, gesso e garza,  l’opera veniva terminata con l’aggiunta di decorazioni quali ricami, applicazioni di perline, pizzi e piume.

L’attività dei mascareri veneziani, veri e propri artigiani della maschera, venne riconosciuta ufficialmente come mestiere con uno statuto il 10 Aprile del 1436, conservato nell’Archivio di Stato di Venezia.

Le maschere di Carnevale di Venezia venivano usate nel periodo ufficiale dei festeggiamenti, dal giorno di Santo Stefano fino alla mezzanotte del Martedì Grasso, e anche durante i numerosi spettacoli mascherati nelle case private e nei teatri. Solitamente organizzati dalle famiglie nobili di Venezia, questi appuntamenti riscossero un tale successo che si svilupparono vere e proprie compagnie teatrali e dalla seconda metà del ‘500 nacquero dei piccoli teatri proprio per proporre questo tipo di spettacoli anche al popolo.

Emersero brillanti autori ed opere sempre più ricche ed articolate. Attorno al 1750, vediamo Carlo Goldoni introdurre il termine teatro comico all’interno di una sua commedia. Le sue opere venivano spesso rappresentate durante il periodo del Carnevale, anche se ricalcavano lo spirito più semplice e sobrio dei festeggiamenti, quello popolare. Per questo le commedie di Goldoni sono un prezioso documento sul Carnevale di Venezia.

Sede di produzione di maschere fin dal Medioevo e di collezioni fin dal ‘500, possiamo dire che Venezia ha sicuramente un legame culturale  indissolubile con la maschera, un oggetto così intrigoso, carico di simbologie e mistero.

Le Maschere tradizionali del Carnevale di Venezia

maschere del carnevale di venezia: la bauta

La più conosciuta fra le maschere veneziane è la Baùta, “la maschera che ogni diseguaglianza agguaglia”.

Era costituita dalla larva (dal latino fantasma) una semplice maschera bianca che nascondeva il viso ma permetteva di bere e mangiare; dal tabarro, un mantello scuro, e dal tricorno sul capo.

L’uso di questa maschera, sia per gli uomini che per le donne, un tempo veniva utilizzata anche in altri ambiti, spesso a teatro, alle feste, oppure nel corteggiamento per mantenere un accattivante mistero.

maschere del carnevale veneziano

Un classico per le donne era invece la Moretta. Si trattava di una mascherina ovale di velluto scuro, che copriva solo una parte del viso, da portare con abiti raffinati e graziosi cappellini. La Moretta era conosciuta anche come la servetta muta, infatti la si reggeva sul viso mordendo un piccolo bottoncino posto al suo interno, impedendo così a chi la indossava di proferire parola.

Per gli uomini era comune impersonare figure femminili.

 

La Gnaga prevedeva di indossare abiti femminili e una maschera con i tratti da gatta, spesso accompagnata da un cesto sotto braccio che poteva contenere un gattino. Il personaggio si atteggiava imitando e sbeffeggiando le movenze della donna, emettendo miagolii e suoni acuti. Si usava, fra i veneziani, l’espressione “ti ga na vose da gnaga”, per indicare un tono di voce stridulo.

A volte  vestiva i panni della balia, facendosi accompagnare da bambini o altri uomini vestiti da “tati” o “tate” (bambini o bambine).

Creatum: il carnevale delle arti e delle tradizioni

Dall’11 al 28 Febbraio 2017, per festeggiare il Carnevale di Venezia, moltissimi saranno gli eventi in programma nella città.

Alcuni di questi si svolgeranno nella bellissima Piazza San Marco, e la tradizione artigiana veneziana sarà protagonista, fra maschere e costumi stupendi.

La tradizionale Festa delle Marie

Si parte il 18 Febbraio con il corteo tradizionale della Festa delle Marie, in ricordo dell’omaggio in gioielli da parte del Doge per dodici umili giovani veneziane.

Un’occasione unica per ammirare magnifici costumi tradizionali.

Il concorso della Maschera più bella

Anche quest’anno tutti possono partecipare al Concorso per la Maschera più bella. Il voto ad eliminazione diretta effettuato dal pubblico sarà ancora più coinvolgente ed animerà tutta la piazza.

Ballata delle Maschere con “il taglio della testa al toro”

Questa manifestazione ripropone un antico aneddoto verificatosi il Giovedì Grasso del 1162, in cui veniva celebrata la vittoria del Doge Vitale Michiel II sul Patriarca Ulrico di Aquileia, chiedendo a quest’ultimo in dono un toro con dodici pani e dodici porci, in memoria di una placata insurrezione.

Vanity af-Fair

Piazza San Marco si trasforma in un’officina dei mestieri. Ogni giorno, costumisti, artigiani della gondola, calzaturieri, tessutai, mascareri, tajapiera e vetrai metteranno in mostra arti e mestieri tradizionali.

Se la storia delle maschere ti ha affascinato, e la tradizione artigiana ti ha incuriosito, il Carnevale di Venezia è l’occasione giusta per assaporarne la magica atmosfera.

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