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La laguna di Venezia e le sue isole: un rifugio Patrimonio Mondiale UNESCO

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Da qualunque parte si arrivi nel capoluogo Veneto non si può fare a meno di notare la laguna di Venezia, caratterizzata da pigre acque marine e secche fangose.

Immaginando di tornare indietro nel tempo, di circa millecinquecento anni, ai tempi delle invasioni longobarde nella Pianura Padana avremmo incontrato gli abitanti di Altino che fuggivano verso la laguna di fronte alla ferocia dei nuovi arrivati; basti pensare al famigerato re degli Unni, Attila, che all’epoca era chiamato “il flagello di Dio” per la ferocia verso i suoi nemici.

Gli Altini si trovarono senza una terra dove vivere in pace, nel bel mezzo tra Longobardi, Bizantini, Romani, predominanti padroni di un antico mondo conosciuto.

Il popolo Veneto, Venetici, ha saputo stringere una forte alleanza con il suo territorio; questa è una zona bellissima che gode di clima mite e della vista sul mare dalle montagne, tra le più belle al mondo, e sulle montagne dal mare.

Di questa terra il popolo Veneto è sempre stato innamorato, malgrado la sua indole “ruspega”, popolo di poche parole, a volte un po’ troppo chiuso, a volte un po’ troppo cieco. Ma che sempre ha trovato il modo di esprimere le emozioni, forti tanto quanto la sua tenacia, ergendosi con orgoglio anche dove è  fatica stare in piedi e camminando sicuro dove i piedi male appoggiano.

All’epoca di Attila si rifugiarono nella laguna.

E’ in questo cordone litoraneo, inospitale, fatto di sabbia spessa e di canali dove l’acqua dei fiumi si mescola con l’acqua di mare che impararono a camminare e insieme a vogare per vivere.

La laguna offriva un rifugio sicuro a causa dell’incapacità degli Unni di condurre operazioni che richiedessero l’uso delle flotte, essendo un popolo della steppa. Forse per questo in laguna si cominciò a costruire in modo più strutturale, a trasformare i “casoni”, edifici provvisori buoni per la caccia o la pesca nei bassi fondali, in strutture ben ancorate alla poca terra disponibile.

Ricordiamo comunque che a Torcello si trova ancora oggi il Trono di Attila, un trono di pietra che si racconta sia stato usato proprio dal re degli Unni.

La laguna dunque era un luogo sicuro, un rifugio contro il caos sociale. La sfida era quindi mettere ordine nel caos originario, in terre assediate dal mare e plasmate dalle foci dei fiumi, in un ambiente indefinito, caotico e primogenito contro il quale bisognava ergersi come veri e propri costruttori del mondo.

Considerando nei tempi lunghi, Venezia e la sua laguna ci appaiono non tanto come il miracolo di una fase storica, ma piuttosto il risultato della lenta e paziente costruzione degli uomini, della loro sfida secolare per sopravvivere e realizzare un progetto.

 

Cos’è oggi la città di Venezia?

 

Venezia

Venezia è un capolavoro architettonico che si sviluppa su 118 piccole isole, ed è inserita con la sua laguna nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO dal 1987.

Venezia e la sua laguna sono sempre stati strettamente legati: mentre Venezia si ergeva a città attraente e importante, il corollario delle isole minori nella laguna era un punto d’approdo e provvedeva al suo sostentamento e alla sua crescita. Allo stesso tempo curava la terraferma e si nutriva del sapore e del sapere del mare, mescolando con talento il dolce e il salato, il bello e il buono.

Arricchendo e mantenendo la sua cultura, ogni isola racchiude ancora oggi la sua peculiarità.

Attraverso tragitti coi traghetti, non più lunghi di mezz’ora Venezia e la sua laguna è ben collegata.

Alcune delle isole più famose sono anche tra le più belle, anche se è difficile dire quale sia la più bella perché di più brutte non ce ne sono.

E così, lontane dai grandi flussi turistici, le isole della laguna sono custodi delle tradizioni più antiche e autentiche di Venezia.

 

Quali isole vedere nella Laguna di Venezia?

 

la laguna di veneziaIl primo insediamento di una comunità in laguna, di cui la storia ci riporta qualche frammento dal 5° secolo d.C. è Torcello, al centro della laguna di Venezia. Le sue origini sono riconducibili ancor prima della nascita della Repubblica di Venezia, quando i fuggiaschi da Altino, assediata dai Longobardi, pensavano sicuramente alla laguna come a un rifugio temporaneo, così come probabilmente era accaduto in altre circostanze.

La leggenda racconta che proprio gli insediamenti architettonici di Torcello siano stati smantellati per realizzare le prime fondamenta di Venezia. Quello che era un rifugio malsano e ostile si stava trasformando sotto le mani pazienti dei Veneti nell’opportunità di racchiudere e far diventare la laguna uno scrigno luccicante. Un rifugio sicuro come in una fortezza dalla terraferma in caso di pericolo dalle invasioni e una porta che luccica sul mare aperto, da cui trarre sostentamento oltre quello che la laguna stessa poteva concedere. I riflessi del sole in laguna sono ancora oggi un’emozionante spettacolo naturale.

Torcello si presta per ottimi itinerari turistici tra natura e reperti archeologici.

 

la laguna di veneziaL’isola di Burano è un arcobaleno verso il mare con le sue case multicolori riconducibili alla tradizione dei pescatori che dalla laguna affrontavano il mare aperto per luoghi più pescosi e che, come racconta la leggenda, dipingevano le facciate delle case della stessa tonalità cromatica delle vele, così da avere un orientamento efficace al loro ritorno. Burano è famosa anche per il suo campanile storto e per l’arte del merletto, il punto buranese, che si è ispirato ad un ricamo realizzato con i flutti del mare donato ad un pescatore del posto, fedele alla sua sposa, da una sirena innamorata di lui.

Da visitare: il Museo del Merletto. Specialità da assaggiare: il bussolà, un dolce tipico a forma di ciambella fatto di pasta dolce e dura che ben si sposa anche a fine pasto con il ‘vin santo’.

 

la laguna di veneziaMurano è un insieme di isole dove le fornaci e i soffi di gelosi maestri vetrai rappresentano da secoli la raffinatezza e il buon gusto italiano. Le sue origini riconducono ad una storia che è millenaria. Qui l’uomo ha captato il soffio che dal mare spira verso terra e da terra verso il mare e lo ha sposato con con il vetro plasmabile a caldo che arrivava dall’oriente. L’arte di lavorare il vetro con il soffio si è tramandata di generazione in generazione.

Risale al 982 il più antico documento oggi a disposizione relativo all’arte del vetro a Venezia, un documento in cui compare per la prima volta il nome di un artigiano vetraio a Venezia, e proprio a Murano si cominciò ad averne il predominio artigianale perché qui erano concentrate le fornaci. In base alla data di questo scritto, nel 1982 si sono ufficialmente festeggiati i mille anni dell’attività vetraria veneziana. Molti documenti risalenti alla fine del 1200 testimoniano la concentrazione delle fornaci lungo il Rio dei Vetrai a Murano, dove ancor oggi si trovano i laboratori più antichi. Il vetro soffiato è un’esperienza prima che un prodotto.

 

Hotel Oasi Verde a Jesolo Pineta è un buon punto di appoggio per chi desidera visitare e vivere le emozioni della laguna di Venezia, forniamo infatti biglietti a prezzo ridotto per andata e ritorno a Venezia con motonave.

 

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  1. […] laguna di Venezia è una galassia di isole magiche. A nord, fra l’isola di Burano e Sant’Erasmo, […]

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